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LA VERGOGNA

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Il prezzo di un ideale

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Descrizione

Primavera 1822. ll tenente Vittorio Debres, del Corpo Reale di Artiglieria, dopo aver subito l’umiliazione del carcere e della sospensione dal grado, è sorprendentemente riammesso nell’esercito e trasferito per punizione alla fortezza di Fenestrelle, la più estesa e temibile piazzaforte piemontese sul confine occidentale. E’ però un caso singolare poiché la Commissione militare di Torino, incaricata di indagare sul suo coinvolgimento nella rivolta del marzo 1821, non è ancora giunta alla fine dell’inchiesta: quali segreti nasconde il giovane ufficiale? Il destino costringerà il protagonista ad affrontare nuovamente i suoi trascorsi ingloriosi, a combattere tra la fede nell’emergente ideale costituzionale e la pazienza di sopportare ed attendere tempi migliori fino a che gli sarà presentato il prezzo della sua riabilitazione. Debres, ostacolato da molteplici difficoltà, sarà allo stesso tempo maestro e allievo, insegnando ai suoi soldati i principi dell’artiglieria ed imparando molte delle cose che un regolamento militare non contempla. La missione affidatagli prevede un compito da tutti ritenuto impossibile; una partita da condurre giocando le proprie carte con scaltrezza e coraggio contro un nemico temuto, esperto e pericoloso, decisamente fuori dagli schemi convenzionali. ll riscatto, oppure la fine: questa la posta in gioco.

 

INTRODUZIONE AL ROMANZO

«Poche emigrazioni sono state così lunghe e così feconde di sventure come quella del 1821. Persecuzioni, guerre civili, pestilenza, fame, tutto provarono gli esuli del ventuno; e di mille e più che lasdarono il Piemonte, cercando in terre straniere uno scampo dal furore del dispotismo, a cinquanta appena fu dato risalutare la patria. Ed anche di questi cinquanta ora non rimane che la metà…»
Così scriveva l’avvocato Cesare Beolchi nel 1853, per commemorare la scomparsa di uno dei tanti protagonisti di quei moti del marzo 1821.
Ci piacerebbe dare una definizione il più possibile semplice di quella rivolta, riuscire a schematizzarla in pochi punti chiari ed essenziali, senza banalizzarla. Purtroppo, anche se i moti del ’21 sono riconosciuti come la pietra angolare del risorgimento italiano, tentare di comprenderne appieno il significato e la dinamica attraverso poche righe è davvero arduo, forse impossibile.
Deve essere questo uno dei motivi per cui se ne parla poco.
E la storia di una generazione sfortunata, quella dei ribelli del ’21. Nacquero al tramonto della rivoluzione francese, creb-bero e vennero educati nel turbine di quel temporale politico che sconvolse le carte d’Europa, sotto Napoleone Bonaparte: la maggior parte di loro fece parte del suo esercito. Quale significato poteva avere, nella loro mente, la parola «costituzione»? Valeva davvero la pena di scatenare una rivoluzione per ottenerla? Perché chiesero di combattere l’Austria?
Di certo si sa che, alla vigilia dell’insurrezione, vi fu una netta scissione fra i liberali moderati e quelli che, anche attraverso ‘affiliazione alle società segrete, promossero il moto con tutti i mezzi possibili, «forzarono» la mano alla Storia…
[..]

Informazioni aggiuntive

Autore

CLAUDIO MARCATO

Pagine

288

Formato

11×17

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